L’Ateneo fiorentino partecipa al progetto Biokis per studiare i danni da radiazione cosmica: a partire dal 19 aprile realizzerà nuovi esperimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale ISS, in orbita a 400 Km dalla Terra. La Stazione, dove sta già operando l'astronauta italiano Paolo Nespoli, sarà raggiunta dallo Space Shuttle nel cui equipaggio sarà presente l'italiano Roberto Vittori.
Uno dei sette esperimenti della missione ha lo scopo di studiare e misurare gli effetti dei danni da radiazione cosmica primaria e secondaria sul DNA utilizzando dispositivi innovativi basati su diamante sintetico. La ricerca - guidata da Emanuele Pace e finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana - è frutto di una collaborazione tra i dipartimenti di Fisica e Astronomia, Energetica, e Fisiopatologia Clinica, insieme alla Diamond Materials di Friburgo e alla Kayser Italia, azienda aerospaziale livornese.
Questi studi hanno ricadute scientifiche rilevanti nel campo delle missioni spaziali con equipaggi, nel campo dell'astrobiologia e della ricerca sulle origini della vita oltre che della ricerca sulla presenza o la possibile distruzione di materia organica su altri pianeti.
"Sfruttando le proprietà del diamante sintetico - spiega Emanuele Pace - sono stati realizzati presso i nostri laboratori dei dispositivi per misurare la dose di radiazione presente nell'ambiente e gli effetti biologici che questa produce sul DNA e quindi sui tessuti. Il vantaggio del diamante in quest'applicazione è non solo la sua inalterabilità chimico-fisica, ma anche il suo essere equivalente al tessuto organico ai fini dell'interazione con la radiazione cosmica, essendo carbonio". La dose assorbita dal diamante e il danno provocato nel DNA esposto saranno misurati in laboratorio una volta che la missione rientrerà a Terra e l'esperimento sarà riportato a Firenze".
Uno dei sette esperimenti della missione ha lo scopo di studiare e misurare gli effetti dei danni da radiazione cosmica primaria e secondaria sul DNA utilizzando dispositivi innovativi basati su diamante sintetico. La ricerca - guidata da Emanuele Pace e finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana - è frutto di una collaborazione tra i dipartimenti di Fisica e Astronomia, Energetica, e Fisiopatologia Clinica, insieme alla Diamond Materials di Friburgo e alla Kayser Italia, azienda aerospaziale livornese.
Questi studi hanno ricadute scientifiche rilevanti nel campo delle missioni spaziali con equipaggi, nel campo dell'astrobiologia e della ricerca sulle origini della vita oltre che della ricerca sulla presenza o la possibile distruzione di materia organica su altri pianeti.
"Sfruttando le proprietà del diamante sintetico - spiega Emanuele Pace - sono stati realizzati presso i nostri laboratori dei dispositivi per misurare la dose di radiazione presente nell'ambiente e gli effetti biologici che questa produce sul DNA e quindi sui tessuti. Il vantaggio del diamante in quest'applicazione è non solo la sua inalterabilità chimico-fisica, ma anche il suo essere equivalente al tessuto organico ai fini dell'interazione con la radiazione cosmica, essendo carbonio". La dose assorbita dal diamante e il danno provocato nel DNA esposto saranno misurati in laboratorio una volta che la missione rientrerà a Terra e l'esperimento sarà riportato a Firenze".